Cani Dentro al Carcere di Bollate

Il progetto Cani Dentro… al Carcere di Bollate è inserito nell'offerta ricreativo-culturale rivolta alle persone in esecuzione penale detenute alla II CR di Milano Bollate. Il progetto si svolge con cadenza settimanale, sia presso la sezione femminile che presso la sezione maschile. L'incontro con gli animali ha suscitato subito interesse e curiosità, anche perché alcuni partecipanti possiedono cani e animali in genere e la possibilità di avere un contatto diretto con il cane permette loro, da una parte, di riprendere il filo di un'affettività improvvisamente, e forzatamente interrotta, e, dall'altra, di tornare, seppur virtualmente e per un breve lasso di tempo, in libertà. Agli incontri con i nostri fidi Onda, Titti e Tato è stato associato una sorta di laboratorio, che permette a noi operatori di osservare le capacità socio-relazionali, comunicative e ricreative dei fruitori e a loro di esprimere e affinare tali capacità. In questo momento, in particolare, i partecipanti stanno leggendo e studiando il testo "Il fiuto del cane tra gioco e lavoro" di Anne L. Kvam (Editore Haqihana). Si tratta di un manuale pratico in cui l'autrice affronta i fondamenti del lavoro di fiuto e spiega come insegnare al cane a sfruttare questa preziosa ed efficiente capacità sensoriale per collaborare con reciproca fiducia e in piacevole armonia con l'uomo, partendo dalle attività apparentemente solo di gioco per arrivare quelle di ricerca più impegnative.
Durante la settimana i fruitori si preparano e, nel corso dell'incontro settimanale, coinvolgono i nostri cani in esercizi di discriminazione olfattiva, ricerca, pista, ecc… descritti nel testo. Il libro, naturalmente, non è stato scelto a caso. Il naso del cane è per noi una metafora utilissima, che ci permette di far arrivare un messaggio sociale e comportamentale molto importante: attraverso il naso del cane, lui e l'uomo imparano reciprocamente a stringere un rapporto di serena collaborazione; il cane, inoltre, guidato dall'amico umano, (di)mostra che si possono esprimere i propri istinti e utilizzare le proprie capacità naturali in modo sano, piacevole per sé e per gli altri, trovando in questo equilibrio e sicurezza. Nel corso dell'intervento vengono applicate tante attività proprie della relazione uomo-cane, quali:

  • l'approccio (modalità di relazione col cane)
  • il contatto (relazione tattile)
  • la relazione epimeletica (grooming, accudimento, affettivo)
  • l'interazione mimetica (imparare a muoversi in concerto con l'animale)
  • il gioco
  • il dialogo (comunicazione paralinguistica)
  • la collaborazione.

I risultati sono estremamente positivi e incoraggianti.

 

 
© foto Carlo Orsi
 
 

© foto Carlo Orsi, Corriere della Sera-Sette

 
 
top